SOIL STORIES: Un’Alleanza Scienza-Arte
2026
SOIL STORIES crea un’innovativa alleanza tra scienza e arte, per un’educazione sul suolo e uno scambio reciproco tra scienziati ed artisti. Il progetto rifiuta il modello convenzionale in cui “gli scienziati parlano e gli artisti illustrano” a favore di un apprendimento bidirezionale: gli scienziati insegnano agli artisti metodologie per visualizzare la biodiversità del suolo—microscopia, cromatografia del suolo, valutazione della biodiversità—mentre gli artisti forniscono agli scienziati strumenti narrativi, tecniche di coinvolgimento sensoriale e strategie di comunicazione creativa. Questo crea un linguaggio ibrido per l’educazione sul suolo che sia insieme scientificamente rigoroso ed emotivamente coinvolgente.
Questa metodologia affronta un paradosso critico: mentre il 75% dei suoli mediterranei mostra segni di degrado e la biodiversità collassa sotto l’agricoltura intensiva, il suolo rimane in gran parte invisibile nella coscienza pubblica—una “scatola nera” disconnessa dai dibattiti su clima, cibo e salute. Gli attuali sforzi di alfabetizzazione si scontrano con due barriere fondamentali: la comunicazione scientifica non ha la risonanza emotiva necessaria per innescare cambiamenti comportamentali, mentre le iniziative artistiche spesso mancano dell’accuratezza ecologica necessaria per costruire una comprensione genuina. Poiché la Missione UE “A Soil Deal for Europe” richiede diversi laboratori sul campo entro il 2030, si rendono necessari formati di coinvolgimento innovativi che raggiungano il pubblico in profondità.
Il nostro consorzio riunisce Teatro Magro (cooperativa teatrale italiana specializzata in performance ambientali site-specific), Cooperativa Alkémica (esperti di educazione ambientale partecipativa) e Finca la Furriola (centro culturale spagnolo che combina arti circensi e agricoltura rigenerativa). Questa partnership unica permette un’autentica co-creazione fondata sulla prova vivente della rigenerazione del suolo.
Il progetto si sviluppa attraverso residenze intensive in cui scienziati e artisti collaborano presso Finca la Furriola, usando la fattoria come laboratorio vivente. Attraverso sessioni strutturate di immersione reciproca, entrambi i gruppi sviluppano metodologie condivise che nessuna disciplina potrebbe generare da sola. Questi approcci ibridi portano alla creazione di performance site-specific che rivelano la “vita nascosta del suolo”, installazioni interattive che rendono tangibile la biodiversità e workshop partecipativi in cui le comunità diventano narratori attivi del suolo piuttosto che pubblico passivo.
Misureremo non solo la consapevolezza ma la trasformazione: valutazioni che sappiano tenere traccia dell’acquisizione di conoscenze, dei cambiamenti comportamentali in pratiche come il compostaggio e il sostegno all’agricoltura rigenerativa. Inoltre, svilupperemo piani didattici, protocolli artistici e strategie di adattamento per diversi bioregioni e contesti culturali, per garantire un’ampia diffusione oltre il periodo di progetto di 9 mesi, dimostrando che un’efficace alfabetizzazione al suolo richiede sia rigore scientifico, sia immaginazione artistica.

