Teatro Magro

Senza Niente

SNIENTE

Senza Niente è un progetto che si compone di quattro monologhi seriali con i quali Teatro Magro dichiara la disorganicità della cultura italiana, da più parti ignorata e lasciata nel vuoto più assordante. Teatro Magro affronta il tema della crisi del teatro, e della cultura in generale, dal punto di vista delle figure professionali che lavorano nel/col teatro: L’ATTORE, IL PRESIDENTE, L’AMMINISTRATORE, IL REGISTA.

Una tetralogia intensa, che non vuole offrire soluzioni o ricette preconfezionate, ma semplicemente prendere le distanze e contemplare il disarmante panorama attuale con uno sguardo critico, raccontando e raccontandosi, lasciando un sorriso dal retrogusto amaro, un’ironia laconica che vuole essere una denuncia elegante, e mai volgare, allo scopo di far riflettere il pubblico, ognuno secondo la propria coscienza.

info 
Durata di ciascun monologo: 45/50 minuti
Esigenze tecniche: nessuna

SENZA NIENTE – L’Attore
regia Flavio Cortellazzi
con Alessandro Pezzali

Un monologo nel quale il confine tra attore e personaggio diventa labile, così come è labile il limite tra finzione e realtà. Una pièce teatrale sincera, in quanto rispecchia davvero la società in cui viviamo, perché l’attore “è rimasto davvero senza niente”.

Un attore ben consapevole del proprio ruolo, ma frustrato dal sistema che non valorizza il teatro, aberrandolo alla schizofrenia di generi e di livelli qualitativi discutibili, denuncia una classe politica totalmente disattenta alla cultura. Cultura che invece deve tornare ad essere partecipazione rispettosa, diventando faro di pensiero, massima interprete della civiltà di un territorio. Cultura che deve scrollarsi di dosso la fragile dimensione amatoriale, abbandonando esibizioni d’effetto.
Fare l’attore non è una passione, è una professione.

SENZA NIENTE 2 – Il Presidente
regia Flavio Cortellazzi
con Marina Visentini

Esistono figure di rappresentanza nel mondo culturale che sono quotidianamente divise tra arte ed economia, in bilico. Che si devono fare spazio tra i meandri delle istituzioni, delle amministrazioni pubbliche. Le difficoltà e le nevrosi di un Presidente, privato, e per questo provato.

Essere a capo di un’ impresa culturale in cerca di emancipazione, inserendosi in un ambiente ostico nel quale è fondamentale procurare commesse, intrattenere pubbliche relazioni, mostrarsi imprenditore e manager competente. Un’attrice che racconta cosa vuol dire essere presidente, o un presidente che si racconta come attrice? Una persona competente, le cui capacità non si misurano con l’identità di genere, ma solo col metro del merito. Nonostante il momento contingente, di arte e di bellezza si può vivere.

SENZA NIENTE 3 – L’Amministratore
regia Flavio Cortellazzi
con Andrea Caprini

Una figura apparentemente estranea al mondo dell’arte. Tuttavia in grado di tradurre l’opera artistica in termini economici. Termini spesso incomprensibili e oscuri. Rendicontazione. Interessi. Budget operativi. Piani strategici. Un percorso ad ostacoli ineluttabile per la sopravvivenza di un’impresa culturale.
Se i conti non tornano, il piatto piange. E anche l’amministratore.
L’artista deve vivere di qualche cosa, non solamente di gratificazione. Se l’artista si considera un professionista, deve far rivalere i suoi diritti di lavoratore e pretendere compensi spesso non quantificabili. Come un atleta che affronta una gara: affaticando ogni muscolo, ogni sinapsi, indirizzando ogni sforzo ad un risultato non sempre prevedibile.

Sfortunatamente i numeri non mentono. La matematica non è un’opinione. E allora emerge qualche certezza cui aggrapparsi. Teatro Magro è un’impresa a tutti gli effetti e per sopravvivere, o meglio, vivere bisogna fare i conti. Un contabile serve.

SENZA NIENTE 4 – Il Regista
regia a cura di Teatro Magro
con Flavio Cortellazzi

Con il contributo di NEXT – “laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo”

Il regista sogna di giorno. Produce e seleziona le idee.
La sera il regista è sul palco. Il pubblico guarda il regista in scena, oppure il regista guarda il pubblico in scena? Il regista ha presente tutto, presta attenzione a ciascuno.
Quando la creatività è per ultima, allora significa che siamo rimasti proprio senza niente.

Il regista veicola idee, messaggi, valori culturali ed estetici, è colui che dirige registicamente l’attore o gli attori, valorizzandone i talenti e le peculiarità. Il regista oggi più che mai ha dei doveri.  In crisi perpetua, alla ricerca di un equilibrio tra idea e contesto socioculturale, il regista lotta contro il tempo, perché il tempo è denaro, perché ad un’idea non si può dare un tempo di stagionatura, e nemmeno una data di scadenza.
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